Stavo riguardando un po' il
vecchio blog, per evitare di ripetere il titolo del "classico" post del 31 dicembre...ed ho realizzato che non è poi una tradizione così precisa: l'anno scorso l'ho scritto il primo gennaio, tre anni fa non l'ho proprio considerato,... Beh, in fondo io non sono super iper mega tradizionalista...
Ok, sto divagando: le introduzioni non fanno proprio al caso mio, così come le descrizioni. Ed allo stesso modo i propositi per l'anno venturo: l'unico che voglio fare -giusto per fingermi un po' tradizionale- è quello di
scrivere più spesso sul blog...un articolo virtuale, un proposito virtuale! Mi sembra un'ottima corrispondenza.
L'altro aspetto "tradizionale" del Capodanno (e specialmente dei blog, a quanto pare) che non riesco a farmi piacere sono i bilanci. Cosa devo bilanciare, scusa?! Non sono mica al supermercato a comprare la frutta! "Ecco, quest'anno è stato mezzo bellissimissimo e mezzo schifido...premiamo il tasto 'Follia' ed appiccichiamo questa bell'etichetta sul sacchettino".
E' giusto anche ricordare, però, e soprattutto ricordar
si. Al che mi cimenterò in uno dei miei soliti deliri di rimembranza, senza star lì ad annoiarvi con "sono andata lì ho fatto questo e detto quello", ma assicurandomi di imprimere da qualche parte parole che mi aiuteranno a ricordarmi di alcuni aspetti di questo 2011.
Il 2011 è stato l'anno delle partenze. E' stato l'anno di
Monaco, dove ho affrontato da sola nevepulmanmaipresibuioinperiferiagentestranieraragnifreddocamerapiccolachiavedellucchettodellozainopersaproblemidisalutecompleannoschifivari...e ce l'ho fatta, a prescindere dalle cicatrici e dai brutti ricordi, vincendone sicurezza in ceri aspetti di me ed anche bei momenti. E' stato l'anno del freddo, un freddo che si protrae per troppo; è stato un altro anno in cui ho avuto molti raffreddori, e pure la febbre. E' stato l'anno del primo mini debutto al Tangram. E' stato l'anno dello Shakespeare Drama Club, della scoperta del solaio di Palazzo Gorresio, del guardarmi intorno per ricordarmi volti e nomi. E' stato l'anno delle parole, dei discorsi, delle confessioni a cuore aperto, delle attese, del non saper più cosa fare o dire. E poi il 2011 è stato anche l'anno in cui ho rivisto la scuola della mia infanzia e la mia maestra, ho sentito allo stesso tempo amore ed odio per quelle piccole pesti, pensando "non vedo l'ora di andar via" e poi sentendomi bene lì con loro. E' stato l'anno delle prove di
teatro, dello spremersi fino in fondo per rappresentare un passo di Zena o per lasciarsi andare con Elvira, e del ritrovarsi fuori dall'orario prestabilito con lo SDC per ultimare le prove. Ah, è stato l'anno dei pic nic, quelli fatti e quelli solo pensati. E' stato l'anno dei tentativi di organizzare le vacanze, ed il ritorno di circa un mese di
mare! Ho rivisto la Sardegna dopo 3 anni ed era come se l'avessi vista 3 mesi prima, nonostante molte cose da allora siano cambiate radicalmente. Prima di questo, però, il 2011 è stato anche l'anno del concerto dei System (!), e poi purtroppo dell'h...lasciamo stare -.- è stato anche l'anno di
Harry Potter, dei film visti su Sky, e di telefilm brevi completati nell'arco di poche settimane. E' stato l'anno della laurea di Gome, è stato l'anno di Gardaland, è stato l'anno dei dubbi e delle paure in mano ad un qualcos'altro. E' stato l'anno dell'hennè, di
Olenguuu, dei forum, del
cambio di blog...l'anno in cui, anche se per poco, ho badato a Francesca. E' stato l'anno del numero di teatranti che si riduce e poi si moltiplica, e quello di inizio della commedia dell'arte. E' stato l'anno di corsi all'università, di esami, di appunti, di delusioni e prospettive, di compagnia. E' stato l'anno delle poche foto fatte in certe occasioni, ma anche della macchina fotografica nuova, di cui devo ancora imparare molto. E' stato l'anno del primo Natale insieme. E nell'attesa del ricevere la Batosta o il Miracolo, un giorno, nel camerino di un negozio, il secondo mi ha sorpresa, e non so descrivere la bellezza di quel pianto. Il 2011 ho aspettato, sperato, temuto, ho visto le mie speranze ed i miei sogni perdere peso e poi forma, li ho evitati e censurati dalla mia mente per paura della Batosta. E' stato l'anno delle false speranze e dell'ansia dell'attesa. E' stato l'anno dove la mia insofferenza verso i treni è diventata fastidiosamente stabile. E' stato un anno di pensieri forti, profondi, a volte cinici e sentenziosi, che 9 volte su 10 ho tenuto per me, non avendo neanche il tempo di farli sbocciare su post salvati come bozze o su fogli di carta nascosti sulla scrivania.
Devo essere sincera: avevo scommesso molto sul 2011, forse troppo. Mi aspettavo cose che non sono successe, o non come le avevo immaginate. Per questo dovrei forse considerare il 2011 un brutto anno? Non credo proprio. Grazie a tutto ciò, ora ho imparato ad abbassare un po' le aspettative, o almeno accorciarle temporalmente. Non è necessario che mi dilunghi a spiegare l'approccio o quello che ho capito...ma voglio concludere senza guardare a quello che mi aspetta o meno dal prossimo anno, senza pensare a cosa vorrei o a cosa cerco da esso. Al momento forse non mi importa neanche di come sarà il 2012, il 2013 o il tremilacinquecentonovantotto...e non dovranno essere per forza belli o brutti, strani o noiosi, così o colà.
Con questo, abbandono definitivamente ogni tipo di bilancio, e vi auguro un buon Capodanno! In qualsiasi modo lo passiate, qualsiasi delusione o felicità possa nascere stasera o nelle prossime 365, ricordate: la vita non è nelle mani dell'anno che vivete, ma nelle vostre.
Salvo un pizzico di buona o cattiva sorte.